Il supplente
Ubriacati di divertimento, dimentica
il passato tormentoso, l'indifferenza,
lo scherno di chi aveva preso il posto tuo.
Osanna pure il titolare ch'è tornato
e vilipendia quel
supplente che, con sincero e disinteressato amore.
ha riempito, per anni, i vuoti di quella vita tua
amara e rattrappita.
Il titolare reclama il suo diritto padronale, con la sua
baldanza e le sue maschere, pronto
a recitare commedie che non gli
appartengono. Ma, rammenta!
Al fin delle commedie, non troverai più
alcun supplente e tu, povero guitto, da sola il palcoscenico
non saprai più riempire.
Buon divertimento!
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Commenti (1)
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Gianna Occhipinti27 settembre 2013
Una bella lirica, i cui versi affondano profondi, come una lama tagliente che distrugge un bellissimo dipinto, di tonalità e colori dell'anima... Espressione poetica che coinvolge e stravolge, in dolenti note sparse. Molto avvincente!
