Come sfratto dalla vita
Come sfratto dalla vita,
esiliato nel vuoto dell'allegrezza
che aveva corso a perdifiato
gli anni belli, con la terra
dei lucidi soli, delle tenere piogge,
dei disarmati sorrisi, degli amori
affratellati alle tenere vertigini
di labbra notturne.
Ormai è sera perenne, tutt'al più
grigia sorgiva d'anima che bisbiglia
rivoli antichi, gorgoglii stagnanti,
inani suoni, ottusi richiami, solo
echi riottosi rimbalzano sul cammino
tra i sassi.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Silvia De Angelis28 settembre 2013
Sembra che l'autore si bei di vivaci immagini del passato, vedendo in quelle del presente, un'inedia perenne che non risvegli gioiose emozioni dell'anima Lirica molto apprezzata
