Notturno

È arrogante la tua presenza
m’invade
quando la notte mi s’appoggia sulle ciglia
e la ragione si sofferma davanti a un bivio
dove poi si perde
m’invade il tuo pensiero
fino a prudermi sulle mani
quando diventi lira
con cui accompagno
il mio requiem notturno
orfano dei tuoi gemiti
che nel silenzio mi mordono il fiato
mi appari nella nuda esigenza
con cui il tuo corpo prende forma
e t’amo
mentre il respiro si fa corto
combattendo
con gomitoli di brividi sciolti
e t’amo
mentre corre la mia mano
fino a sverzarmi
liquido
su quel bivio
dove persi la ragione.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Turan
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
