Giungla
Giungla, fitti nodosi alberi secolari,
distrutti dall’asfalto nel tortuoso
percorso della vita. Si indurisce
l’animo nell’afa del cemento.
Case, subiscono la ribellione
della natura, negli anomali
movimenti, profonde crepe.
Tangibile segno del susseguirsi
dei tempi. Il respiro si inebria
del verde clorofilliano. Ora
insegue l’ombra, nei pergolati, dai
rami secchi della sorgente silente.
Tornano alla memoria i fantasmi
del passato, impregnati di cellulosa.
Il film dell’addio. Immagini in
bianco e nero. Sfuma il colore
dagli occhi. Il caldo vento spegne
le residue speranze, indifferenti
alla mano protesa alla ricerca
dell’oasi smarrita.
©
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