Maria
Alboraletti Enrica
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Intenso
crudo il respiro
del battito il moto è profondo
la mano
la tua mano ancor cerca la pelle morbida
viva
la carezza
l'umano
or già che gli occhi han perso il colore
sfioro
asciugo il tuo viso di matido freddo sudore
muta ancor chiedi
dell'etereo cammino ove or già insicura procedi
l'azzurro di luce riflette un sorriso
sul viso sfinito
stanco
lascia la dura tua terra
là
la tua gente attende
concediti al soffice andare oltre la porta tua chiusa al primo vagito
lascia il cumulo di dolore
pianto
al nostro peregrinar lungo
affranto
a noi il sorriso tuo dolce
mai stanco
©
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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