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Cronaca 30 settembre 2013 · lettura 3 min · 1966 letture

La piazza

Angelo Michele Cozza 240 poesie pubblicate
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Di gente gremita è nel giorno domenicale la piazza del paese tra rintocchi di campane e stridii di freni di bici sfrenate schiamazzo di voci indistinte si ode: cicalii femminili, brusii di senescenti, tengono chiacchiericcio concerto. Festoso cafarnao animato da passeggio di avvenenti forme procaci, teste rapate visi imbellettati e incipriati, coppie austere e odoranti uscite in vistose divise nella domenicale parata. Vale la pena incontrare gente dai vivaci colori: bisogna pure che ci si ritrovi e, a qualcuno, sul trend delle proprie tristezze si tenga un rapporto adeguato che allacciando discorsi si confrontino sopravvissute speranze. Sulla piazza principale può accadere di tutto: ritrovare il respiro della giovinezza, urtare un amico di cui si erano perse le tracce, arrossire per la vampa di uno sguardo che il cuore tocca, appoggiarsi ad un muretto e seguire il rocambolesco trasloco di una pagliuzza tra le prensili antenne tenaci di una formica ostinata. Rinchiusi nei box angusti delle feriali occupazioni, confinati fra orridi torrioni, arruolati dalla sopravvivenza, senza sbocchi o salti di sorte in un vuoto di spiragli, tra ombrose spirali di vuoto, tacitando gemiti inascoltati i nostri giorni consumiamo. Bisogna riappropriarsi eh sì, di un pezzo di vita! Guardare altri tratteggi oltre il cerchio del quotidiano che ci confina con le sue nubi, strapparsi di dosso quell'odore di chiuso che si appiccica addosso e si condensa nel cuore. Si attende una settimana un vitale squarcio di sole, una manciata di raggi che ci ricordi il volto e i colori del cielo, un soffio di vento per veder scompigliata una pettinatura laccata, colloquiare in un segreto linguaggio con la cima irrequieta di un albero chiomato. Nella piazza affollata straripa il lamento del mondo, si raccolgono le storie confessioni di destini traditi e svuotati, si sfiora l'abbrutimento partorito dalla sterile monotonia di una scondita esistenza, sboccia la richiesta sempre umana e mai esaudita di una speranza che tra gli uomini e per gli uomini tangibile vera giustizia avanzi. Sarà deserta domani la piazza. Attraversando il fumo che resta dalle ceneri di combuste illusioni abituali piccioni, numerosi verranno a beccare sbriciolati resti di chips e patatine scampati alla bocca ingorda di bambini. Nella piazza svuotata, un lapidario silenzio, domani, disperderà l'afono clamore delle nostre illusioni.
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seduto su una panchina a guardare la folla della piazza

L'autore
Angelo Michele Cozza

Biografia Sono nato il 16 gennaio 1947 a Valva (Sa), un piccolo paese della valle del Sele, dove ho vissuto i primi anni dell'infanzia. Da molti anni vivo a ........ in terra di Bari.La mia famiglia di origine, per diverse ragioni, si trasferisce nel 1953 a Napoli. Sono anni difficili, si vive alla giornata. Mia mad

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