"Nessuna paura"
Stefano Drakul Canepa
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percorsi rossi
gocce di sangue caldo
a fata morta (D)
Tanto non avrete mai le mie parole
ed il buio delle sere scivolate a sangue
dentro a vene di gramigna rossa,
quasi la follia di una percossa vana
Lascerò che il cielo mi confonda
ma nessuna trama immonda vincerà
le fronde e le vane voglie della bile.
Nessuna vaniglia avvolgerà la valle
Sulle spalle forti che ho digrignato,
sul perdono fragile di mille giuramenti
e la rosa dei venti a chiamare inganni
sul filo di una lama e di una luna
Tanto non avrete mai le mie melodie
né il suono dei cipressi spazzati via
dai sogni e dai profumi di un'estate,
vergogna delle fate andate a morte
Nessuna paura farà tacere
il mio respiro nero.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Catia Dinoni30 settembre 2013
Il cielo che confonde l'ombra, il respiro non tacita nella notte, attende l'occasione per ribellarsi ancora. Poesia che è un urlo di ribellione. Complimenti!

