Mestizia di derisi Sorrisi
Sandrine Novelli
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Librandosi in volo
credendosi aquila
addiviene miserrimo
avvoltoio,
colui senz'anima
che cò piombi
d'infamia
in sorte di sè che
nulla ha
d'umano amare
fagocita e rigurgita
il più candido
degli sguardi
nella mestizia
di derisi sorrisi
smembra e divora
scarnifica, lacera,
strugge dalle carni
il core
eppur mai sazio
dissacra ogni bene
dissimula il ghigno
d'impietoso aguzzino
mentre la sua
prescelta vittima
implora ancor
dolci sguardi,
favella flebile
di passate carezze.
Imperturbabile
l'indomito senza cuore
finge d'aver anima
e nello straziar ciò
che amò
mai ricorda
d'aver Amato
ed inesorabile,
lento e crudele
ancor procede
nell'infame
pasto.
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Sandrine Novelli
Commenti (1)
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Laura Sensoli1 ottobre 2013
L'avvoltoio infame sa di esserlo e se ne compiace continuando nel suo straziante pasto. Carica nel suo contenuto l'ho letta con immenso trasporto. Bellissima!!!! F.

