Falso amore
Lorenza Marchitelli
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Marchiasti a fuoco le carni tenere come con gli agnelli innocenti
A prova della tua appartenenza
Rapace cavasti lo sguardo perché non si scorgesse la menzogna
Con viso d’angelo ed occhi iniettati di sangue rincorresti la tua preda
Con lingua serpentina pronunciasti parole di miele agli orecchi assetati di languidi effluvi
che straziano l’anima
Incantevoli promesse
Mutevole l’aspetto ad inganno delle tue vittime
Malaccorto dio chiamato Amore,
le tue spose vagano fuggendo dallo strazio
poiché caduto il velo che ti ammantava
riconobbero che un demone scoccava i suoi dardi
dapprima inebriando poi incatenando i cuori pulsanti.
Ora, lascia che guariscano le infette ferite,
muoviti a compassione e lenisci le pene,
espia i delitti commessi,
ravvediti e chiedi perdono.
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Lorenza Marchitelli
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