"La rata di novembre"
Stefano Drakul Canepa
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le tasche vuote
il mese che non voglio
è già novembre (D)
Questo mese non avrò più soldi
per comprare cielo e stelle,
avrò due bocche da sfamare e Dio
per pregare una bestemmia
Sarà la luna grigia a sussurrare
parole gravide di rabbia intatta
e fra gli scaffali colmi di splendore
lo sguardo vuoto alla vergogna
Questo mese avrà solo dieci giorni
poi le tasche deserte di silenzio,
parole rotte al vento per tacere
di un niente che non può volare
Saranno forse le mani screpolate
o il piatto lucido di mezzogiorno
a gridare le vendette della fame
su un mondo morto di ingiustizia
Le sfilate d'alta moda sono pronte
mentre scade la rata di novembre.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Catia Dinoni2 ottobre 2013
Originale poetica che tocca con mano un tema molto attuale e fin troppo reale, due mondi che si guardano allo specchio, da un lato quel consumismo che non smette di far girare la testa, che non si ferma... dall'altra parte quello squarcio di esistenze dignitose ma con dentro quella grande rabbia, impotenti dinanzi a quel guardarsi dentro le tasche e non trovarci altro che delusioni e pochi spiccioli che non basteranno per arrivare a fine mese. Trovo questo componimento molto ben espresso e sensibile. Complimenti.

