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Famiglia 3 ottobre 2013 · lettura 2 min · 1709 letture

Addio Terra Amata

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Ana Stoppa 528 poesie pubblicate
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Amata patria, mi dispiace lasciarti, Culla di tante antiche generazioni, Sento il grido, i miei fratelli, E il pianto di genitori disperati. Nel suo seno, amata patria comme vorrei, Finire i giorni miei. Scrivere la mia semplice storia, Vivere semplicemente, senza lusso o gloria. In mezzo a tutte queste lune calanti, La speranza se ha smorzato senza penalità avere. Non c’è lavoro nei domani incerti, Perplessi, noi vediamo agonizzare l’avvenire. D’America sento il grido distante Lavoro, terra da coltivare, vita meritevole! Non voglio lasciarti patria amata, Cambiare il corso di questa camminata! Amata terra perché non sente Di questo suo figlio, il grido di dolore, Mi fa visita, l’angoscia di separazione, Quando l’America offre protezione Dov’è il lavoro, patria amata? L’opportunità per qui restare, Il minimo per con dignità vivere, La luce di una nuova alba Vedo mio padre lavorare sulle viti, Raccolta certa in mezzo alla sciocchezza, Frutto sacro per il vino offrirci, Quale stasera bevo l’ultima tazza. Oh nonna mia, un buona pasta preparerai, Voglio vederti per fare il pane, macinare il grano. Nonno, dimme che io tornerò un giorno, Che alla porta m’aspetterai. Non volevo lasciarti paese amato, L’anima mia versa abbondanti lacrime, Soffoco il pianto fino all’ultimo momento, Cari genitori, forse non potrei mai vi vedere. L’America ci chiama, siamo in tanti, Amata terra, a lasciarti in lacrime. Delle navi sento nell’alba i fischi, De partenza, sinonimi amari de preghiere. Al Porto di Genova siamo tanti, In cerca do lavoro e di speranza, Fede assoluta nella sognata America, Che t’aspetta dalle braccia aperte. La mia anima vestita di sudari, L’ultimo saluto nella banchina accenna, Dissangua prima del pianto dei miei genitori, Addio amata terra, la mia bella Italia.
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Con la creatività che la scrittura mi permette di immaginare che forse uno dei miei antecessori, o forse uno dei suoi compagni di viaggio, tutti passeggeri dela Nave Lavarello hanno scritto (tra le lacrime) questa poesia chi rittrata la partenza amara da Italia in Brasile nel 1888, poco prima dell’imbarco sul porto di Genova verso l’Ostello San Paolo.

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L'autore
Ana Stoppa

Ana Maria Stoppa, nata a Santo André-SP, si scrive come Ana Stoppa, ítalo- brasiliana, Cittadina Onoraria del Municipio di Mauá-SP, nata a Mauá-SP, Direttrice dell’”Ação Social” 2016- 2918, Ordine degli Avvocati del Brasile, Santo André/SP,   Presidente Onorario – Brasile- Italia dalla Associazione Culturale On

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano3 ottobre 2013

Con fervida immaginazione questa poetessa (italiana del Brasile) ricrea i pensieri che probabilmente avevano in testa gli emigranti della fine dell'Ottocento. Nella seconda parte della composizione avverto la presenza (credo voluta) di tre o quattro "portoghesismi", forse per indicare il cambiamento linguistico, ancora impercettibile ma già operante, nelle menti degli emigranti all'avvicinarsi della meta in cui trascorreranno il resto della loro vita.