"Sul bordo del dolore"
Stefano Drakul Canepa
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poche parole
il silenzio del mare
fra queste stelle (D)
Ora riposa tranquillo e non pensare
al cielo ed alle sue ire di metallo,
il mare è un tessuto di veleno scuro
indaco ricamo per chi brama l'oblio
Domani sarà un altro giorno ancora
ma tu non ricordare queste rive,
la tua terra ti ha tradito sull'altare
di due monete e tre fiati di diamante
Tante parole spese ad odio greve
ma la vergogna resta viva in uno sputo
e negli sguardi negati fra le onde
di poche stelle nere da immolare
Ora riposa sulle rive del tuo Lete,
non so se un Dio intonerà preghiere
o maledizioni per un mondo senza pace
Domani sarà un'altro sole spento
a sorgere sul bordo del dolore.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Catia Dinoni3 ottobre 2013
Anime immolate nel nome di una libertà che sostava poco più in la di uno sguardo, una luce che doveva illuminare la salvezza, invece l'oblio ha aperto le sue oscure porte e cancellato il soffio d'un futuro.

