Eppure
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Eppure ci sarà
c’è (c’è stato)
un luogo, un attimo
un segno in bilico tra due stagioni
(qui) dare forfait a leggi in- naturali
tagliare i lacci alla materia
che somatizza i sogni
C’è stato il punto di fusione
il metallo dell’anima gorgheggiava indaco
rapito dalle valve dei tuoi occhi
C’è stato l’angolo improvviso
di un gomito, il braccio della realtà
ha spintonato il getto del sorriso
nel fiume- bruma dell’autunno
Aria ridotta a disincanto
il brusio è ricaduto sul pianeta
esanime al selciato sta
aspettando il sollievo
lo svaporare al peso
“Sveglia” voci assordanti dicono
tirano le stoffe
fino a ferire il buio ripiegato
come il feto che mi dà alla luce
mi vesto d'altri -dei tanti corpi
ogni fibra che ho davvero amato
mi impianta, dall’altra parte della storia
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Andrea D’Alfonso5 ottobre 2013
Come lasciarsi incantare da un viaggio poetico che ruota intorno ad una parola che apre scenari universali inaspettati, dimensioni dell'anima che non credi di avere ed invece sconfiante praterie di essere e poesia si celano e si innalzano all'improvviso se le ascoltiamo, se le andiamo a cercare... qui nella tua, e nelle tue, io viaggio lontano e non vorrei più tornare... Incanto!

