Il nostro filo conduttore
Ti lego
Ti slego
Di parole mie
Sudate e mangiate
Come mele cadute dall'albero
Distratte e sbucciate
Succhiate e ingerite.
Ti prendo
Ti lascio
Di fiati corti
E sospiri pesanti
Allungati dal tempo
Che inganna e promette
Favole vere
Dure e di cartone.
Ti annuso
Ti mordo
Poi ti schiaccio
E ti riassorbo
Come corpo di spugna
Ti spremo
Come anima di gas.
E ancora ti penso
Ti condanno
Mi umilio
E mi perdo
Nei tuoi densi fianchi
Che donna mi rendono
Universo parallelo
Delle tue sani voglie.
Mi riempio
Ti eccito
E unisco lingue di passione
E piacere
Intenso
Equilibrante
Tragitto di follia
Scorre nelle vene
Nelle nostre intense notti
Di sogni e desideri inespressi.
©
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