Adesso, cosa
Saverio Chiti
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Ero pronto a tenderti la mano
qui, davanti al molo scrutavo l’orizzonte
con lo sguardo perso, lontano...
Poi mi han detto che non saresti più arrivato
troppo era il mare, e il tempo oramai è passato
Chissà se hai sofferto...
Caldo opprimente del deserto e tanto cammino
poi le insidie dell’uomo
e del nuovo mondo, a te mai vicino
Ho pianto come tutti, al tuo riguardo
ma non sapevo, non credevo, non pensavo tu fossi così bugiardo...
Non è di te che abbiam bisogno
non d’esseri così, che non conoscono il rispetto
e non sanno amare una donna, come solo un vero uomo sa fare
Mi dirai che non hai colpa
che così van le cose
-tutto è iniziato per spasso
in fondo, era solo un gioco! -
Abbiamo già sai, chi non riesce a capire la differenza
tra la brutalità e il gioire, chi non riesce a vedere diversità
fra luna o il sole e crede che nel colore della pelle sia nascosto il vero DNA
del giusto e vive di riflesso a quel che accade...
Oggi mi son vestito a lutto
per far capire a chi di dovere, che per ogni donna che subisce
c’è un uomo che piange lacrime amare
e darebbe tutto quel che ha, affinché quest’orrore possa cessare.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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