"Le ultime stelle dell'estate"
Stefano Drakul Canepa
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stelle diverse
senza albe dell'estate
a far da sogno (D)
Erano le ultime stelle dell'estate,
belle quanto basta per rimpiangere
riflessi di mare e timide risposte.
Pallide tracce di dimenticate ere
Poche luci dal distratto sguardo,
fatto per illudere complici del sogno
ancora da svanire nel diverbio.
Immacolati altari di un tempio nero
Erano le prime lune dell'inverno,
angeli fatati dal viso quasi eterno
che prometteva amore in controluce,
tragiche parole da non imparare.
Pochi suoni ignoti dal gelido vento,
le porte sono aperte nell'attesa
di un timido rituale di favola offesa.
La morte non è nulla per le ombre
Se dimentica il dolore in una perla.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Tonia Fracella8 ottobre 2013
Versi suggestivi che ben definiscono il passaggio dell'estate con le sue ultime stelle fatte di sogni e profumi... E l'inizio dell'inverno fra le sue sfere scure di nubi e vento... Come un tempio buio... per una favola quasi offesa, dove le ombre non temono il tempo. Poesia intensa in un ritmo scorrevole.
Catia Dinoni8 ottobre 2013
Di quel passaggio non rimarrà traccia alcuna, quelle stelle saluteranno le albe di una stagione che s'appresta ad accoglierne di nuove, nebbie appariranno sulla terra mortificata dall'arrivo del gelo, tutto sarà perfettamente celato nel letargo dell'inverno che nell'attesa si sofferma ancora incerto sull'uscio.


