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Sociale 9 ottobre 2013 · lettura 1 min · 2013 letture

Libertà e liberismo

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Ama e ridi, Gioisci, la grazia scende dal cielo, Una tonalità di colori sfuocati Si arrende all'evidenza Dei tuoi sospiri. Le loro parole, sagge Ti avvolgono in bozzoli filamentosi Scolpendoti un mondo rosa necessario Scolpendoti un sentiero Che sfocia in un grigio emissario. Austerity! Recitano in coro Con visi e scolpiti E sguardi sgualciti. Austerity! Pur sapendo che l'evidenza Si manifesta in tutto il suo furore. Austerity! Per saziare i desideri Di decadenti predatori Dilaniatori di vitali anime. Anime, Appese al crocefisso dell'integrazione.
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Con l'unione economica monetaria, è evidente a tutti, il popolo è stato volutamente defraudato da ogni sovranità.

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (5)

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Riccardo Ruschetti9 ottobre 2013

Un'opera che punta giustamente l'indice su certi meccanismi perversi dei nostri tempi, dove "l'incredibilità" la fa da padrone. Siamo tutti dipendenti dei potenti del Nord Europa (con la Merkel in testa) che, con la forza del ricatto monetario, riescono a farci perdere qualunque diritto di respirare la nostra terra. Poetica forte, condivisa ed apprezzata per forma e contenuto.

Carla Colombo9 ottobre 2013

Austerity x i comuni mortali che si affannano ogni giorno per sopravvivere, ovvio, non per chi proclama dall'alto di manieri dorati indossando un saio ipocrita

rita iacobone9 ottobre 2013

Acuto e purtroppo verissimo pensiero che il poeta propone da indignato e che mi trova concorde, siamo impotenti, intrappolati nelle parole di lusinghe che ogni giorno personaggi vuoti ma prodighi di inutili promesse ci stordiscono convincendoci che così deve andare frenando sul nascere ogni possibile protesta che ognuno di noi nel proprio intimo trattiene.

nemesiel9 ottobre 2013

Nei versi vi è tutta la rabbia di sentirsi defraudati di diritti che davamo per certi e conquistati una volta per sempre... rabbia e l'amara consapevolezza di essere dei burattini nelle mani di poteri economici che hanno perso di vista l'uomo... se mai l'avessero nel loro orizzonte... Tutto è più complicato, tutto più lontano da noi e noi troppo lontani dalle loro torri d'avorio se non a parole... quelle sagge ipocrite parole, tutte così uguali, che ripetono fino a sfiancare e rendere inerti. Tema difficile da trasformare in poesia ma l'autore vi riesce egregiamente... una drammaticità espressa in metafore che gelano.

Antonella1710 ottobre 2013

lirica che ritorna a far pensare seriamente sul vero significato della parola Libertà. Concetto fondamentale che spesso viene confuso e usato a sproposito. Tema veramente complesso e in questo caso trattato con grande maestria.