Mi vesto d'inchostro
Pasquale Lettieri
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Vesto la biro di me.
Imbevo l’inchiostro in quello che ho compreso.
Traduco me stesso in lettere e vocali.
Non dimentico la grammatica della vita.
Sto attento al dolore provato.
Alle parentesi delle piccole felicità vissute.
Mi dispiego su fogli bianchi
senza chiedere le ali a nessuno
per migrare in altri paesi.
Credo nell’evoluzione dello spirito.
Metto insieme vocali e lettere,
srotolo ogni matassa.
Sto attento a ogni accento volante.
Guardo me stesso nello specchio della scrittura.
Mi correggo... vado oltre.
Sistemo quello che non ho compreso.
Passo all'attimo che si sussegue,
cerco di comprendere frattali universali
per la geometria della vita.
Cerco di salire la scala...
Convinto di tale operazione
scrivo segni e scruto il cielo.
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
Commenti (1)
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Laura Sensoli11 ottobre 2013
Una bellissima analisi del proprio io che si cela dietro penna ed inchiostro dando vita alle lettere significanti della vita. Molto intensa!

