Ricordo una mattina
Bruno Leopardi
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Ricordo una mattina
che non andammo a scuola...
Aveva quindici anni
la mia vita,
in quegli anni settanta:
esistenza appena cominciata.
Ma,
a volte il vento spezza le tue vele
e di "Jenny", "Concerto" e "Pagliaccio"
oggi rimane solo un ricordo nel sole
e spesso, il mio cuore nel ghiaccio.
Noi,
ragazzi di allora,
nella testa i pensieri migliori
anche quando eravamo”coglioni”
inutili idealisti, poveri scemi,
ma nel cuore, immensamente veri.
Noi,
sempre a dire “no alla guerra”
e, a dire "si all’Amore vero"
vivere con le mani nella terra
" e come casa il cielo”.
"...E tu, e tu, ti troverai addormentata,
tra le braccia di un altro..."
Tu, cantavi ritornelli infantili...
per noi poesie dai versi gentili.
Ieri sei morto in silenzio e in privato
e di te, neanche un po’ s’è parlato
io oggi, voglio dirti soltanto:
grazie per quello che c' hai regalato.
A noi,
generazione piena di contraddizioni
lì, ad angosciarci dentro,
a noi,
che la speranza quella no,
non ci mancava, mai ci mancava
e si diceva sempre:
"vedrai, il domani sarà migliore...”
anche senza un soldo in tasca per un bicchiere.
Addio Paolo, con te sono cresciuto
con te, con Faber, Francesco, PierAngelo:
stili diversi per diversi momenti
che avevan in comune bei sentimenti.
Adesso, sei in cielo a volare
anima di libera aquila in volo,
tu scrittore,
di scritture per teneri Amori
lasciate a volare,
da chi ieri cantò "l'aquilone".
Dolce canzone che scrisse per voi che:
"quella mattina non andaste a scuola”...
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Bruno Leopardi
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