Rosa di spine

Ti senti abbandonato,
stai sanguinando, controlla:
è il prezzo per aver colto la rosa,
la quale con spine l’amor dosa.
Tutto va bene, finché non crolla.
Nulla in questa vita è dato.
Sei lì ogni giorno dell’anno
che provi a strapparla da terra.
Continui a soffrire,
senti gli aculei infierire,
capisci che l’amore è una guerra.
Nessun l’ama, tutti la fanno.
Lei intanto gode
a sentir le dita i petali
sfiorare e profanare ogni volta
che senza dolcezza vien colta.
I tuoi versi ai sognatori lasciali.
Non le interessa la tua ode
o quante lacrime hai versato.
La rosa non sente il dolore
del presente in cui non si sogna,
del tempo in cui è vergogna
esternar il vero amore
attraverso un cuore spezzato.
Anzi tanto meglio così le va,
quando il gioco non finisce,
a veder il tuo sangue scorrere,
a sentir le tue lacrime scendere,
mentre con crudeltà sparisce
fra la mani di un altro che non sa
che lei è la rosa di spine.
©
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L'autore
Andrea Sponticcia
Andrea Sponticcia (Ancona, 9 febbraio 1992) esordisce come autore con la raccolta di poesie "Lo spettrografo della Immaginazione" edita nel 2011 da Edizioni Nuova Prhomos. Nel 2013 pubblica la sua seconda raccolta di poesie dal titolo "Danzando con i fantasmi" edita da Gruppo Albatros Il Filo. Per maggiori inform
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