Solitudine
Annamaria Gennaioli
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Solitudine
vertigine di parole
che volteggiano nell'aria
danzano l'abbandono,
crepe di primavera
s'addentrano
dentro l'essere.
Sussulta la terra
affiorano gli avanzi
moltitudini di parole
oscillano l'impossibile,
quando basta poco
solo
un cenno di lealtà,
per non
lasciare parole al vento
dove lo scompiglio
genera lamento,
dove il suono crea silenzio,
dove la quiete
risuona assordante.
Dove il colore
e' un dipinto astratto,
la memoria risuona nel tempo,
il pensiero è in fermento.
la nostalgia finisce in malinconia
e tutto scompare nel vento...
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L'autore
Annamaria Gennaioli
Commenti (1)
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Salvatore Masullo17 ottobre 2013
Bellissima lirica con profonde metafore sul tema della solitudine. Un mondo che cade addosso quando la solitudine investe l'essere umano nel suo lento divenire. Parole scelte e ben meditate con un lessico ed una musicalità che fanno di questa lirica un'accorata e prorompente grido contro l'abbandono che "s'addentra dentro l'essere". Bellissima la chiusa finale con quella quiete, troppa quiete, che finisce col divenire "assordante", dove ogni colore rimane senza calore ed "il pensiero è fermento". Toccante ed elegante verseggio. Piaciuta molto!

