Sventra il mio cuore
Gianpiero De Tomi
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Ho raccolto il tuo grido
un frutto maturo rosso sangue
quando la tempesta
era al culmine di violenza.
Ho raccolto la tua anima
mani feroci dal dorso nero
il fascino della vipera
l'antidoto, era il mio sorriso
al tuo morso d'inafferrabili denti.
Ma ignote follie di razionalità
hanno proclamato la sfida
il terreno franato non offriva riparo
il balcone sporgente nel vuoto
sotto i nostri piedi leggeri
occhi umidi che scrutavano
giocando con il plenilunio.
Si mordevamo le lingue
pur di non mentire al cielo.
Al grido- Sventra il mio cuore -
avvolta in serpi ammaestrate
difendevi le lacrime della tua pazzia.
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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Laura Sensoli18 ottobre 2013
Analisi di un amore forse al culmine di una pazzia della quale non si può fare a meno, alla quale non si rinuncia. Molto profonda complimenti!

