"La tempesta"
Stefano Drakul Canepa
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denso silenzio
ad annunciare morti
ed ombre vuote (D)
La tempesta era un denso silenzio,
uno di quei venti antichi e vaghi
con il giorno a far da antica rovina.
Le ombre avrebbero portato morte
Fine indefinita, sommersa al cielo
con il rifiuto a tessere roccia ignota
e con la terra a tramare germogli
di fiori ancora ignari del loro seme
Deserto che non chiede e non sa,
sabbia che non respira il suo lembo
con i bordi del tempo ancora accesi
sulla luce di gesti ignoti all'oscuro
La tenebra era un'eterna attesa,
notte che scolora piano il buio greve
con le lune a dare argento in coro
di nostalgia fatata alle ultime spire
Reame di follia l'inutile speranza
Tragica danza su corde di dolore.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Tonia Fracella21 ottobre 2013
La tempesta che scorre impetuosa senza cedere la sua forza... non lascia respiro né spazi di luce. Portando tutto in un deserto spento... dove ogni cosa è solo trama scura in danza di dolore. Versi incisivi... in un ritmo scorrevole. Complimenti

