Ottobre sui campi

Si levò il sole.
Come una vampa fu il suo bagliore,
riverberava un alone scarlatto:
rabescò fra la nebbia
che sui campi galleggiava sospesa;
mi lasciai andare
in quella tranquilla onda di mare.
Attesi, per assistere chi avrebbe vinto
sulla dolce luce dell’alba;
pensai fosse bello vivere
per vedere qualcosa di eguale.
I rami degli alberi creavano illusioni
di nuove infiorescenze:
del primo albore fra i due opposti
"invitto fu il disco solare".
E vidi dal campo levarsi in volo l’airone
estendere il suo maestoso elegante alare,
le lepri sognavano l’erba vegetale.
Oltre i canneti fra la natura arborea,
sentii frugolare un fanello;
acuì il suo canto
che ritmò i palpiti del mio cuore.
Non ignorai il vento
che accartocciava le prime foglie
vinte, flagellate dalla nostalgia:
dentro di me anelando
"sentii che ancora non era deserto".
©
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