"Alba senza luce"
Stefano Drakul Canepa
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gocce rimosse
dalle albe sconosciute
al cielo nero (D)
La luna quel giorno ti ha guardata
e non ha capito il freno alle risposte
nè lo sguardo vuoto a cielo fermo
che donavi a chi sognava il mare
Squallide gocce quelle rive d'Ebano,
nuvole che il vento soffiava via
per gioco o forse per il dolore
di non aver saputo odiare il buio
Le stelle quel giorno ti hanno amata
e non han voluto dire una parola
per le tue follie lasciate a vespro
con le ultime ombre a danzar veleno
Povere le oscurità del cuore solo,
sempre a negare desideri e sogni
fatti per corrodere labbra distratte.
Nessuna pietà per chi non sa pregare
Gli ultimi fiati di un'alba senza luce.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Tonia Fracella25 ottobre 2013
Gli ultimi respiri di un'alba senza luce... dove le ombre notturne ricamate dal vento, forse solo per gioco, ancora invadono sentieri e danzano sul filo solitario del cuore... sfumando pensieri. Uno stile poetico sempre unico... in un ritmo perfetto e intenso.

