Piccola falce
Sandrine Novelli
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Seduta sul filo della collina,
in penombra come Pan,
osservo, ascolto,
il lento sminuire
del rumoreggiar
del mondo.
Suono alla mia Musa
l'incantato flauto,
alleviarLe vorrei
grigi giorni di nulla,
fluidificandoli
in dolci notti.
E' già notte nel mondo,
mentre lo spicchio
della luna attenua
dalle mie spalle
curve il peso
del vivere.
Felice come
un fanciullo,
ammiro la Sua
piccola falce,
dedicandoLe, allegre,
stonate note.
Girovago come dolce
vagabonda,
smarrita immemore,
in queste notti
stellate di poca luna,
sorridendole.
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Sandrine Novelli
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli28 gennaio 2014
Smarrita, immemore ... intestata a me sola, inadatta per gli altri nel suono delle ore solo mie, un'autostrada d'argento un filo, un fiato ... sorridendo. Versi molto belli ed evocativi!

