"Canto di luna spenta"
Stefano Drakul Canepa
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fatato sogno
su pallide tenebre
luna riflessa (D)
Lo sai che resterò qui fino al mattino,
a cullare nubi e sogni nel mio cielo
e nessuna lacrima a mietere discordia
sul vento che ricorda gloria ed ombra
Uscirò dal mare sul gelo di un dolore
e non avrò mai seme sullo sguardo
di un domani rozzo, lento specchio
con un colore che disegna la mia voglia
Tu sai che soffierò il respiro nero
per le ore che mancano a un segreto
fino all'alba, breve sussurro di ricamo,
vanto di un trionfo ormai malato
Entrerò nel buio come un perdono
forte come il sospiro di una notte scura,
pallido segno di stella rivolta a nord
dove la luce fioca cede le sue tracce
Ancora deboli per una morte a fuoco,
Fatato canto di luna spenta.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Tonia Fracella27 ottobre 2013
Una luna che ricama sogni e nubi in un velo scuro, riflesso pallido nelle tenebre... Cielo notturno a far da cornice in questo passaggio di luci e ombre... prima di svanire fra le tracce dell'alba. Suggestiva... e intensa.
rita iacobone27 ottobre 2013
La nostra anima nel suo percorso spesso vive similmente a questa luna, nei suoi passaggi, nel suo risplendere e quel suo morire, forse non pronto, da bruciata, mirabile il poeta nel suo descrivere.


