Un cielo nero

Bambino
forse non sono stato mai bambino
non mi sono mai sentito agli altri uguale
han sempre guardato altrove gli occhi miei
ed è sempre stato affanno il mio respiro
non ho mai aspettato
che il sole girasse a me dintorno
l’ho inseguito
perché facesse sempre giorno
perché fosse sempre azzurro il cielo
che rimanesse sempre sorgente il fiume
ho sognato i miei sogni da sveglio
abbagliato da una marea di luce
tutto ciò che ho amato
l’ho amato da solo
mentre la diurna stella mi guardava
ora...
ora il mio passo s’è fermato
così che la notturna tenebra m’ha raggiunto
neanche un piccolo raggio nel buio
per guidare
il mio animo scontroso
solo una lacrima
che sospesa
brilla nel silenzio.
©
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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andrea ristori28 ottobre 2013
Molto apprezzata, letta tutta di un fiato mi ha lasciato senza fiato, esistenzialismo profondissimo, grande poesia, grande autore .
Gianna Occhipinti28 ottobre 2013
Una introspezione accorata nella quale mi sono immersa con passo leggero e di empatico ascolto . Devo dire che c'è tutto un vasto oceano, in queste note, sentimenti profondi che affiorano dolenti ma leggiadri nella loro intima, profonda, sincerità. Molto bella e, pertanto, apprezzata

