Donna Giulia
Avea la svagatezza nei vestiti,
tra colori e autostrade di tacchi
dava quei capelli un po’sgualciti
portava pigra i suoi fianchi.
Usciva fra terre e profumi,
fragranze cedeva secondo
d’inchini e mustacchi a fiumi
a scarso mostrava e blando.
Complici vetrine e botteghe,
sostava non ferma ma a danza
nervosa a gonne sacrileghe
lo sguardo del caldo che avanza.
A passo d’anca di forme sinuose,
spendeva quel petto ad averne
uno splendido corpo di versi e prose
gonfie gote di fischi a poterne.
Ne ha aperto allora di vele e cuori,
solcarle gli occhi di navi e attese
mentre attonito ricordi i sapori
tra balsami e nel far suo cortese.
©
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