Penelope

sono gli spazi vuoti
a scandire i silenzi
neanche fossero vent’anni
e i capelli striati di grigi giorni
resto indietro ad ascoltare
carezze dissolte in lievi sospiri
piccoli gemiti da fare e disfare
intessuti sulla pelle bianca
umida di brina seducente
nell’attesa di un definitivo ritorno
lungo il ciglio del mio corpo inquieto
intatto nel tempo
siamo pallido riflesso contro dita intorpidite
la pelle tirata e diafana
in quei pugni chiusi a stringere
il buio e la tempesta
la sorte incessante sprezzante ridondante
finché il viaggio si dissolverà
e sarò l’approdo
in un onirico abbaglio
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L'autore
Eirene
"Così breve é il nostro Cammino in questo sogno. Il mondo di una rosa. Ma noi lo rendiamo Immenso Con soste di lunghi dolci baci Sulle foglie aperte." (XV sec.a.C.)
Commenti (2)
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radicedi641 novembre 2013
un amore raccontato col respiro profondo del Cuore che chiama l'anima col nome dolce della tenerezza, della fiducia, del tempo battezzato "per sempre". versi bellissimi.
mario calzolaro8 aprile 2014
...è Amore che vibra in una lirica delicata e toccante. Felice ed efficace l'espressione... scorre, libero, il verso, a toccare le più riposte corde.


