"Il pane dei morti"
Stefano Drakul Canepa
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respiro a sera
il pane delle notti
trema novembre (D)
Ti dicevo di rendere il respiro
e di non cedere alle sorti avverse
con il pane dei morti lasciato
al dubbio di uno spazio vuoto
Il lume fenderà la nebbia lieve
e ancora una sera al limitare breve
del bosco scuro, muto fra i legni
tesi ad attendere le nuvole nere
Ti dicevo di non ascoltare i suoni,
i sussurri non sono albe vuote
e l'incedere delle risposte vaga
ancora lungo i pochi sogni lucidi
Di questa terra dura e graffiata
in una roccia incisa a cuore
sulle tante storie raccontate male
per incutere timore a chi trascorre
Ma il vento non ha più parole,
Nessun dolore a gemere le notti.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Catia Dinoni2 novembre 2013
Nemmeno il vento non ha più parole... sul cuore incisi i nomi, novembre li respira fra le nebbie, di quel dolore antico rimane un sussurro. Molto bella.
Tonia Fracella2 novembre 2013
Lo spazio vuoto in cui fluisce il dubbio... Ed è un lento andare fra la nebbia e l'attesa di nubi nere... In quel ricamo dove il vento non trova voce... né un dolore a lamento delle notti. Un poetare sempre intenso e unico... in un ritmo scorrevole.


