Tempesta

Inciampo
in questo male
che lentamente prende forma
ingoio nel singhiozzo
la mia parola
ormai rimasta nuda
nell’angolo estremo
della mia gelida gola
una gola
che negli addii si asciuga
così
come le mie lacrime
rimaste asciutte
come le carezze
diventate graffi
sul mio viso di pietra
sulle mie ali ormai di carta
ho dipinto piume
per il mio volo terreno
che non riesco più a spiccare
e la mia anima trema
spogliata
del suo abito nuziale
nuda al freddo
di una notte buia
senza aver consumato
l’amplesso della vita
mentre le mani cercano
un appiglio
per non cadere
laggiù
in quel crepaccio senza fondo.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Rasimaco3 novembre 2013
le parole fluiscono... dando quel senso voluto ed intimamente sentito... dense ed accorate salgono in un canto che mette in risalto la figura dell'uomo che percepisce in toto il suo voler ed il suo non poter... piaciuta

