Oltre le nubi, gli Dei
Sandrine Novelli
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Dolci nuvole
volano nel vento
giocose, leggere,
da quelle,
osservano gli Dei
quasi indifferenti,
l'antico uomo
chino sui campi,
con la mente
persa, sognante,
d'immaginario cielo.
Follie di nubi,
or compagne amiche,
poi minacce di tuono,
dalla quiete vento,
da venti turbinio di tempeste.
Crudeli giochi
di spietati Dei
annoiati, stanchi,
scorgon quell'uomo
chino ai suoi campi,
che li sogna.
Amato compenso
del vivere a futura
promessa prosperità
reca loro.
D'onor omaggio accolgono,
eppure, per celia, per noia,
carambolano d'implacabili sentenze
d'un crudele destino.
Per reiniziar giocosi, immemori,
a danzar fra i cirri
del loro Olimpo.
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Sandrine Novelli
Commenti (1)
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Catia Dinoni3 novembre 2013
Dalla loro maestosa impalpabilità emergono gli sguardi degli Dei, scrutano con sguardo indagatore l'essere umano ch'al suolo chino rivolge l'attenzione... nel dispetto a volte di scarse attenzioni dal cielo carambolano sentenze in turbinii dissetanti di parole inarrestabili in tempesta. Eppur a quella volta celeste guardiamo con umile speranza, di quell'Olimpo celato a noi mortali ne avvertiamo appena il soffio e le rincorse sfrenate su briose nuvole.

