"Sogni di Etere"
Stefano Drakul Canepa
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gesti di vento
quando il mare riluce
e sogna terra (D)
Noi, figli dell'Erebo, inganno della terra
che tramava parole ed ombre scure
al limite di un ricordo che fa male
senza ferite ad incancrenire il giorno
Nemesi di un destino, diadema di luna
a guerreggiar di morti e fili neri
tessuti lungo il bordo di nuvole discrete,
già evaporate quando viene pioggia
Noi, sogni di Etere, dove la luce pura
incontra il mare e svanisce all'orizzonte
con un riflesso a far da scudo al tempo,
lembo di pelle raggrinzita ai lustri
Ipnosi di un lungo vespro, appena nato
con i flutti disegnati a volgere vento
dove il disinganno non arriva a mordere
gesti e ribellioni forse troppo deboli
Per tremare le aurore ancora intatte.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Tonia Fracella3 novembre 2013
Versi d ampio respiro che seguono il ritmo del vento nei toni scuri, intensi e perfetti... Uno stile che come sempre affascina e coinvolge nella lettura. B r a v o .

