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Introspezione 5 novembre 2013 · lettura 1 min · 1281 letture

Seduto sullo scoglio

Vincenzo Strani 106 poesie pubblicate
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Ora me ne sto seduto su uno scoglio e guardo il mare. Di là dall'infinito, non vedono i miei occhi, e le pupille vanno sul mio cuore, che riesce a superare gli orizzonti. Ora tutto è luce, ora le mie tenebre, si son disciolte come neve al sole. Così lontano agli occhi, così vicino al cuore è il paradiso. Più non basta ch'io lo veda col mio cuore. Domani tornerò su quello scoglio e guarderò di nuovo il mare. Starò con gli occhi aperti tutto il tempo, non presto le pupille al cuore mio, finché quell'orizzonte, finché quell'agognato paradiso, unitamente al cuore non m'appare.
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L'autore
Vincenzo Strani

Mi chiamo Vincenzo Saverio Strani, sono nato a Reggio Calabria il 14/08/1958, e lavoro nelle ferrovie, svolgendo la mansione di Capotreno. Mi sono avvicinato molto presto al mondo misterioso e magico della poesia e attraverso questo sito, ho la possibilità di conoscere molti autori e apprezzarne il loro talento. A lor

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Commenti (1)

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nemesiel5 novembre 2013

Il desiderio dell'infinito insito nell'animo dell'uomo che sa pensarlo, immaginarlo ma non vederlo ...se non con gli occhi del cuore. L'immersione in se stessi e in quell'infinito di cui siamo comunque parte, aiutati nell'ammirata e profonda osservazione di ciò che più lo rappresenta... mare... cielo... orizzonte, sono mirabilmente esposti in questi versi, nell'immagine che essi ci rimandano, di quest'uomo "universale" che come accade da millenni, è in cerca dell'infinito da contrapporre alla sua "finitezza".