Clizia
“resterai fra le mie braccia, andrai alla deriva
attraverso illusioni di giorni che non tornano più,
il risveglio, un mondo che non riconosco..
Stringo a me ogni dolce rimpianto, nel tempo,
una possibilità, fra le infinite plausibili, tu..
e gesti abbandonati fra le pieghe di un giorno
comune, un segreto che sfugge, la felicità”.
E si perde nel tempo la dolce dedizione di Clizia,
i tratti trasmutati, rivolti verso ciò che le rimane,
il dono più prezioso, l’attesa estenuante di una
nuova aurora, immobile nel proprio passato
lasciarsi morire, cosciente, che tutto è cambiato.
Un istante, un passo, la paura di ciò che sarà,
ed infinite corde tese a spezzarsi senza suono..
noi, mera carne viva, noi, vittime e carnefici,
noi, in apparenza un mare di disperata serenità,
noi, e il segno indelebile di artigli per l’eternità.
Un viaggio continua, le molte realtà, un unico senso.
Penso a te, che bellissima ti allontani nella luce.
Un viaggio continua, sorrido sapendoti felice.
Un giorno come molti, sguardi distratti attraversano
distese dorate, e preghiere mute ad un cielo indolente
scemano nell’imbrunire di un inevitabile tramonto.
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Commenti (1)
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Elisabetta Randazzo30 aprile 2007
Scrivi sempre stupendi testi... non ti smentisci mai, mi è piaciuta molto
