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Donne 5 novembre 2013 · lettura 1 min · 4358 letture

"Una cosa morta"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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non il risveglio ma labbra screpolate dal nero vento (D) Sempre che non sia una lunga notte ad ingannare questo cielo nero con le tenebre mal riposte a pioggia e le nubi a far vergogna del domani Se non non sarà il colore degli occhi a riflettere oscurità e false vergogne l'alba avrà una luce nuova, gelo a fare spazio sui primi gesti del nulla Sempre che non siano labbra crepe a socchiudere un vermiglio tramonto nell'attesa di qualche parola spesa per fare del respiro una cosa morta Se non saranno le ciglia a pregare le assenze ed i percorsi a tempo e forse il vento senza vuoti sogni a naufragare nel mare nei ricordi O fra i fantasmi di una luna cieca.
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Immagine: just one in a thousand by agnes- cecile

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (3)

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Tonia Fracella5 novembre 2013

Una poesia dai toni lievi ma che toccano nel profondo... creando un'atmosfera malinconica e struggente... grande impatto emotivo in questi versi intensi... sfumati con efficaci metafore. B r a v o .

Gentiana Marika5 novembre 2013

Labbra che socchiudono un vermiglio tramonto e ciglia che pregano l'assenza facendo naufragare i sogni nel mare dei ricordi ... una carezza questi versi. Piaciuta molto!

Rita Stanzione6 novembre 2013

Un vermiglio che si schiude appena e occhi chiusi che pregano... intensa poesia, ritmo ed eleganza nel verso