Come un fiume rancido

Punto interrogativo
rimane in stasi
greve tale a nembo pesa
in questo cielo
e accresce fiume d'amare parole
mai pronunciato...
subdola prolifica la serpe in seno
e sibila e contorce spire
pronta a eittar veleno
...nulla è perduto
suggerisce un cuore
che non accetta la realtà sovrana
e stende un velo millantatore
...ma intanto rancide le acque rovinano
erodendo i lembi
d'un animo sospeso in oscuro limbo
...enfasi incontenibile
in quel trascinar pensieri
contro fronte compatto eretto come barriera...
ma come esonda dal petto quell'ira
che compressa fagocita astio
mentre nell'infinito sconquasso
s'allarga a dismisura lo squarcio
poi restio al compromesso
quell'ego basito
stramazza...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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