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Riflessioni 7 novembre 2013 · lettura 1 min · 1531 letture

Senza più il mio tempo

Salvatore Testa 323 poesie pubblicate
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Quante albe smarrite, quante notti buie restano, solo barlumi di luce improvvisano il giorno. Un oceano di pensieri è davanti a me, immobile lo sguardo nell’unica sagoma che s’allontana. Vecchi binari sogno di un tempo, locomotive che ansimare facevano il mio cuore. Un forte fischio e correvo verso quel magico momento, nell’intenso fumo e i miei sogni salivano nel cielo. Lento quel treno partiva finché il suo rumore si perdeva nelle campagne. Un silenzio cupo scendeva nella stazione come un vuoto del mio perduto tempo tra fogli di carta che s’alzavano al vento.
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Commenti (3)

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M
Marco Della Fiore7 novembre 2013

Possiede il dono dell'immediatezza questo testo (non aveva bisogno della maschera dei versi per rendersi più autentico o più significativo). A volte la gabbia dei versi induce solo a rendere più opaca un'evidenza luminosa di per sè. Insomma mi pare non abbiano un significato sostanziale le logiche strutturali che costituiscono questo testo (in forma "poesia"). E' il tempo, c'è poco da cristallizzare. Lessicalmente non mi convince molto, in particolare quel "barlume", parola talmente abusata da essere diventata muta. "Lemma" oramai del "poetichese". Purtroppo questi son i danni dei "repertori". Ma ripeto, a parte quest mie considerazioni lessicali, il suo è un testo di bella immediatezza e, paradossalmente, di fresca malinconia. Mie opinioni

Sara Acireale7 novembre 2013

Albe smarrite, notti buie, cosa rimane? Sprazzi di luce per improvvisare un giorno nuovo... Il Poeta rimembra un treno in partenza, vecchi binari, un fischio che si perde lontano nelle campagne circostanti. Un testo evocativo e molto poetico, ricordi di un passato che non ritornerà più...

Poesiaerre8 novembre 2013

Pizzica tanto l'amarezza in questi splendidi versi, che incarna in splendide immagini il divenire della nostra esistenza che si accorcia e che affronta il tempo del passato con i ricordi