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Amore 10 novembre 2013 · lettura 1 min · 3517 letture

Io di Te

omissam 412 poesie pubblicate
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Molecole di odori frammenti di filamenti musicali qualche graffio sulla schiena di te inderogabile e scomposta minimi accenni di grida ansiogene resta il pianto sul muro occhiate perse nei meriggi estivi piccolo passi sulle ragioni del cuore frecce conficcate in parole senza vocali di te sguardo furibondo -gli occhi non servono all'anima- del tuo dolore consolante nuvole che non piangono mai accenni di miracoli sui miei pulpiti accesi gocce di sperma sulla schiena sorrisi che non lasciano mai... di te rimane il sommergibile del tuo ricordo perennemente immerso nelle risate finte che accenno nei sabato blu mentre carezzo il suo stupore incantato nel godere delle mie parole così pompose e sciatte da rivestirsi di verosimiglianza... non è rimpianto il mio è la strana consuetudine alla perdita che un uomo solo accetta come inevitabile di te rimani Tu... dai non mi comprare niente
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (5)

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carla composto10 novembre 2013

descrizione attenta e particolareggiata in questi versi letti con attenzione e piacere...

Dolceamaro rimpianto in versi ironici e volutamente scansonati, ma si legge, sotto le parole, un senso di sconfitta. Sbaglio?

elena rapisa10 novembre 2013

Pare di entrare in un confessionale. Alle perdite non ci si abitua mai, ci entrano dentro, ci abitano e li restano ...e non comprarmi niente... all'infuori di te che ancora sei... qui... Come non condividere

nemesiel12 novembre 2013

Umanissimo dualismo fra ciò che l'anima prova e quel che di noi si mostra... a volte tanto abituati a farlo che si finge anche con se stessi... ma non è questo il caso. Quasi un crogiolarsi in un delirio di abbandono? No, c'è dolore vero, di quello che si diffonde nell'anima senza far rumore... dolore di cui si è consapevoli, umanamente fragili con un accenno di fatalità. Una perla: "gli occhi non servono all'anima"

Annamaria Barone15 novembre 2013

mi sono incantata tra i versi e perduta nelle atmosfere, la levità delle parole, leggere che quasi si sciolgono prima di posarsi a terra, o sulla pelle nuda. Evanescenti forse non raggiungono l'apertura per infiltrarsi nell'anima, forse. Perché poi è il raccontarsi che blocca l'attenzione, il negare quasi quella mancanza allontanandolo come se fosse usuale, ma quale mancanza lo è?