Io di Te
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (5)
descrizione attenta e particolareggiata in questi versi letti con attenzione e piacere...
Dolceamaro rimpianto in versi ironici e volutamente scansonati, ma si legge, sotto le parole, un senso di sconfitta. Sbaglio?
Pare di entrare in un confessionale. Alle perdite non ci si abitua mai, ci entrano dentro, ci abitano e li restano ...e non comprarmi niente... all'infuori di te che ancora sei... qui... Come non condividere
Umanissimo dualismo fra ciò che l'anima prova e quel che di noi si mostra... a volte tanto abituati a farlo che si finge anche con se stessi... ma non è questo il caso. Quasi un crogiolarsi in un delirio di abbandono? No, c'è dolore vero, di quello che si diffonde nell'anima senza far rumore... dolore di cui si è consapevoli, umanamente fragili con un accenno di fatalità. Una perla: "gli occhi non servono all'anima"
mi sono incantata tra i versi e perduta nelle atmosfere, la levità delle parole, leggere che quasi si sciolgono prima di posarsi a terra, o sulla pelle nuda. Evanescenti forse non raggiungono l'apertura per infiltrarsi nell'anima, forse. Perché poi è il raccontarsi che blocca l'attenzione, il negare quasi quella mancanza allontanandolo come se fosse usuale, ma quale mancanza lo è?





