"Selene che pregava"
Stefano Drakul Canepa
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le pietre antiche
e il ricordo dei sogni
di altre stagioni (D)
La pietra veniva posata piano,
con uno spirito a far da guardia
e la terra in un ricamo a nebbia,
quasi un respiro che danzava
Il rituale era una notte fonda,
rive di perla sulla sponda a fiume
in un fiato vergine di roccia nera.
A primavera o in altra stagione
Zenith di rugiada in densa gemma
e sulla grata di un cielo a bruma,
fiamme d'Ecate in vasto lembo
di cuore stanco, strappato a pelle
Stelle opache giurate nel dolore
e Selene che pregava per una runa
argentea al primo sole morto.
Gocce malate giurate nello spazio
Profondo strazio per affilate lune.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Tonia Fracella10 novembre 2013
"Il rituale era una notte fonda, rive di perle sulle sponde a fiume in un fiato vergine di roccia nera " Versi dai toni perfetti... nella grande intensità notturna ricamano i tratti di Selene, che nella religione dell'antica Grecia rappresentava la personificazione delle luna piena. Poesia che richiama quei lineamenti pallidi in un respiro, liberato quasi a danza nel cielo buio sulla scia d'argento. Mistero, rituali antichi in una notte di luna.
carla composto10 novembre 2013
versi di grande impatto bellissima descrizione di riatuali alla luna... ben stilata apprezzata per forma e contenuto


