Frontiere
Parate di menti
supplicano avventi
congiunti alla terra
nel danno dell’ombra
ebbri crepuscoli
disvelano sembianze
smaltiscono calvari
selciati di tristezza
inquieto l’ambìto,
mi alieno i diademi
e sgretolo gli anfratti
sgorgano insiemi di
eteree luccicanze
tutto lì
nel pianto di un infante
assorti nella brezza
di ignote finitezze
guarda!
ravvisi il misfatto?
quel passato inviolato
ostinati fuggitivi
che aggirano la rupe
redenti e espiati
nella diafana rugiada
tra lemmi segreti
e congegni di intese
senza armistizi
molto prima che
sorgessero gli altari
notte, notte
legione del varco
sospingimi ancora
tra le rotte dei velieri
destrieri d’Andalusia
aleggiano sui mari
vermigli pergolati
frastagliano le volte
falesie arabescate
divinano riviere
e fate e cavalieri
saettano nella
bizzarra alluvione
ora,
scrosto il limaccio
depongo la coppa
travaglia la stigmate
versata del suolo
scaldami così,
nella tua pioggia
senza corteo
rimosso e incolto
inflitta deriva
che rantola nel rovo.
©
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