Notte numero cento

Ho ascoltato tante voci,
anche quella degli amici,
ma poi la sera resto solo
coi ricordi e coi perché.
Ho provato a far l'amore
tanto per dimenticare,
ma ho sentito solo il vuoto
sistemarsi in fondo a me.
Stanotte è la numero cento
senza il tuo sorriso accanto,
senza il tuo sguardo disarmato,
ed il tuo volto e il mio sudato;
senza un'idea da realizzare
e un mito da idealizzare,
senza la voglia di un discorso
e quella di sentirmi perso.
Ho anche sognato di cambiare,
di arrivare a somigliare
al modello che tu avevi
di uomo giusto adatto a te;
ma ho capito, al mio risveglio,
di averti dato tutto il meglio,
di non avere alcun rimpianto
ed oggi, finalmente, canto.
Questo è il giorno numero cento,
cento giorni che non ti sento,
senza un telefonino accanto
e l'attesa di un appuntamento;
ma ho sognato di cambiare
e al risveglio ho realizzato
che nella notte centouno
anch'io ti manderò a cagare.
©
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