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Introspezione 11 novembre 2013 · lettura 1 min · 808 letture

Il gusto della degradazione

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conci dive 24 poesie pubblicate
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Sei seduta sul freddo pavimento tutti i vestiti son sparsi per terra. Brividi lungo la pelle intirizzita e illuminata da un neon accecante. Tutte le imperfezioni in bella vista: guardi gli sfregi sulle gambe bianche cosce adipose, la buccia d'arancia peluria ispida da "uomo maturo". E gli occhiali appannati da una pioggia così antica da sapere di latte. Quell'amore di sé, misto a ribrezzo quell'indugiare con la mente laida, perdendo ogni contatto con il mondo. "Perché alzarsi?"ripeti tremando "è così semplice strisciare in terra bere, mangiare, soffrire, morire in un'estasi torbida e orrenda". Sei solo un bruco, una larva, non voli. Il suol per te sarà il sol paradiso finché non alzerai lo sguardo al cielo.
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Commenti (1)

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Francesco Rossi10 dicembre 2013

Io credo che la poetessa abbia voluto dare corpo a quella degradazione che la persona attiva nei confronti degli altri, in perenne conflittualità; ci potevano stare riferimenti simbolici più che aspetti quasi discorsivi, Rimane al di la di tutto un buon lavoro.