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Impressioni 12 novembre 2013 · lettura 1 min · 2933 letture

"Il mattino nero"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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le foglie marce che attendevano un velo sul bordo nero (D) Il mattino nero conservava un velo, nebbia sconsacrata al poco cuore e per ore avrebbe giurato aria secca da soffiare sulle tante foglie marce Falce affilata sul filo di una lacrima, pugno che stringeva legno di sambuco tagliato spesso su una maledizione. La polvere rimane se il vento muore L'oro aveva il suo riflesso ambrato rubato al cielo nelle sere di mistero quando il sole non sa di far male al petto che chiede un'altra notte Pietra tracciata sul greto a tomba, fiume che disegna confini e sfere coltivate a terra sul bruno languore. La terra è ormai promessa ai corvi L'inverno non ha la pace dei ricordi.
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Stefano Drakul Canepa
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Commenti (2)

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Tonia Fracella12 novembre 2013

"L'inverno non ha la pace dei ricordi " Una nebbia fitta a rendere le ombre anche sui mattini... e il mistero ricama questi versi... in un passaggio di tempo, fatto anche di polvere... lì dove non arriva il respiro del vento... e la terra sembra attenda sempre la sera con i suoi riflessi d'oro... per poi giungere alla notte, nera come ali di corvo a coltivare quei ricordi senza pace d'un inverno. Grande intensità espressiva... e stile unico. B r a v o

R
Rosafio Giancarlo13 novembre 2013

in oscura scintillante sequenza analitica, lo scorrere di un triste divenire, che nella tenebra trova l'acqua per dissetarsi, i cuori possono scorgere insieme, fiori neri nei prati sconfinati della realtà priva del sogno, ammirandone gli steli possenti- Le tue parole come soldati in ricognizione nel buio, in attesa di luce? Chapeaux.