Forse, l'Infinito
valentinatortora
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Forse,
fu perché io ero
un tenero agnello,
che vidi
immensi orizzonti,
e stelle, entro me.
O forse
perché raccolsi
il pianto degli uomini,
che potei contemplare
la luce.
Chiesi
di camminare
scalza, e dormire
su una pietra,
ma non potei lasciare
i miei luoghi...
Eppure, io,
ogni sera,
ritorno
la', ove bambina
poggiavo la mia fronte
tra le tue braccia,
nonna, e dove
un giorno
ascoltai l'Infinito...
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L'autore
valentinatortora
Sono nata, bambina spensierata, in Friuli, terra che amo e conosco, 55 anni fa. Sopratutto, conosco il suo mare, dove trascorro, fin da bambina, le estati. Vivo in Veneto, a Treviso. Ho due figlie, 4 gatti, una cagnolina trovatella. Insomma, amo moltissimo la natura. Sono laureata in Inglese e Tedesco, (laurea allo IU.
Commenti (1)
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Paola Vigilante13 novembre 2013
Una poesia che trasmette una dolcezza infinita in versi ricchi di sentimento e grande sensibilità. Teneri ricordi di bambina si intrecciano in suggestive e toccanti immagini. Molto apprezzata.

