"Le stagioni nude"
Stefano Drakul Canepa
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dopo l'estate
l'attesa degli inverni
è un freddo volo (D)
L'ultima ombra era andata via da poco
e qualche nuvola esitava il giorno
quasi una promessa da evaporare
sulle stanche luci scure del mattino
L'inverno aveva acceso le sue lune
a nostalgia del gelo di strane ere
oltrepassate a consolare torve labbra
ancora rosse dei tramonti dell'estate
I primi venti freddi soffiavano terra
e i semi nascosti nella roccia scura
temevano gocce di ricordi in sboccio
a vendetta di stanche primavere
L'autunno aveva alzato le sue nebbie
e tre stelle nere erano sopravvissute
alle speranze del perdono immoto.
Lo splendore dei germogli d'amaranto
Segnava un varco fra le stagioni nude.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Tonia Fracella15 novembre 2013
Versi che ripercorrono un passaggio fra le stagioni... Dall'ultima ombra lieve dell'estate... ai ricordi di primavera... Mentre un ricamo di nebbia apre le porte di un autunno che con i suoi primi venti di gelo prepara la terra ad accogliere le fredde trame dell'inverno. Splendido poetare... in toni intensi e perfetti. B r a v o

