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Morte 19 novembre 2013 · lettura 1 min · 1829 letture

Il Dolore di Novembre

Andrea D’Alfonso 694 poesie pubblicate
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Le vene del cielo perdono sangue e l'acqua sa di dolore. Questo pianeta si riprende il dominio che s'addice alla Terra -che sempre è Madre - Alvei di fiumi esondano anche i fiumi di pensieri poveri umani. Essere uomo non è un privilegio da poter dimenticare... Riflettiamo Dolore...
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Avrei voluto parlare d'altro oggi... Avrei voluto... ma che cosa può mai volere l'uomo... Si dimentica la dimensione che rivestiamo. La madre Terra si riprende gli spazi violati... A noi rimane il dolore. (Alle vittime del tempo di queste ore nella nostra martoriata Terra Italia)

L'autore
Andrea D’Alfonso

Chi sono io non lo so, è una vita che mi sto cercando, so fare tutto e non so fare niente. Ma nello scrivere trovo un pò me stesso, nelle poesie entro in contatto con la mia anima e mi metto in relazione con il mondo, con la vita. Nelle poesie che scrivo perdo e ritrovo me stesso, e con esse mi dono. Cercatemi in una

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Commenti (5)

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Rosita Bottigliero19 novembre 2013

profonda riflessione su questa tragedia che ancora una volta distrugge i pensieri... versi ben stilati e che evocano dolore da riflettere. ... molto apprezzata...

nemesiel19 novembre 2013

Una strofa iniziale che "racconta" della tragedia e del nostro sentire, del dolore colpevole che ci sentiamo addosso e che non può che ampliare la stretta al cuore. Ancora una volta a contare vittime e danni per una lezione che non impariamo mai. Se l'essere uomo è un privilegio, noi lo abbiamo travisato in arrogante ed ignorante senso di supremazia... non è al cielo che dobbiamo volgere lo sguardo impauriti ma alla terra e a ciò che le stiamo facendo. "Riflettiamo il dolore"...splendida esortazione per quei poteri economici che a distanza di quasi 20 anni da Kyoto ancora non si arrendono allo scempio a cui stanno contribuendo. Il dolore è tutto e solo nostro.

Catia Dinoni19 novembre 2013

La terra grida il suo dolore e riprende ciò che è suo, ciò che la follia umana nel suo egoismo non guarda... anzi continua a violare, il conto che ci viene servito e dei più duri quando questo e la perdita di vite umane... quando mai ci fermeremo a riflettere... quando mai diremo basta e impareremo ad amare ciò che è la vita e tutto quello che essa rappresenta... noi poveri esseri umani ora raccogliamo le lacrime, ma domani?...mi unisco all'urlo di questi versi molto intensamente scritti.

Donato Leo19 novembre 2013

Solo chi ha vissuto tali esperienze può capire l'immane tragedia. Penso che occorre maggior rispetto per la natura. Vedi la deforestazione, l'abusivismo edilizio, sono concause dell'uomo. Si sarebbero potuto verificare lo stesso, ma con danni più contenuti.

Annamaria Barone20 novembre 2013

Riflettiamo e soprattutto cominciamo ad agire con rispetto, perché di questa Madre Terra siamo ospiti, accolti fintanto mostreremo gratitudine e rispetto, scacciati quando ce ne sentiremo padroni assoluti, che l'acqua ed il fuoco non siano portatori di morte ma di vita, non so se siamo ancora in tempo...