Amico vagabondo

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Una considerazione molto profonda, cercare il perché dentro di noi che con tutto il benessere non siamo mai felici, mentre il vagabondo si accontenta di tanto poco, un cartone per giaciglio lungo il marciapiedi, per sentirsi tranquillo lontano dai problemi della quotidianità. L'autrice si è addentrata in un angolo di vita per rapportarci con i suoi bellissimi versi in un confronto di esistenza con mille particolari poetici, molto apprezzata per l'originalità dell'argomento.
E' vero... molte volte il "possesso" comporta pure dei problemi che il clochard (per scelta o meno) in quanto tale non si pone e non vive. Ciononostante nutro più di un dubbio circa la possibilità che possano essere più "felici" di noi... ma certamente è quello dell'autrice un paradosso che intelligentemente fa luce su sotto quanta, più o meno inconscia, schiavitù siamo costretti a vivere.
E' vero... forse la felicità debba essere cercata proprio nella libertà e "agli angoli dell'indipendenza". Meravigliosi versi, pienamente condivisi.


