"Loreley"
Stefano Drakul Canepa
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il fiume aveva
gocce da nascondere
e inganni neri (D)
Loreley quando viene sera
le parole non ingannano le ombre
e il tempo speso per rubare il cuore
sembra un vento fatto per danzare
Loreley i tuoi gesti di cotone
sono sguardi opachi sulle onde
di un fiume troppo nero per sognare
l'alba e le sue vendette amare
Se chi ti atteso avesse pianto
forse una sola goccia di cobalto
avrebbe spento il giorno a primavera
e l'inverno avrebbe avuto un sole
Loreley sognavi un volo acceso
e timido un sentiero di vergogna
per tanti fiati uccisi dalla terra
Gli abissi dove il canto non risuona
Attendono una stella ed un'aurora.
(La luna sa mentire un solo cielo)
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Tonia Fracella20 novembre 2013
Immagini suggestive dai ricami d'ombra... che ben evidenziano i tratti di questa figura leggendaria della Germania. Che secondo il racconto... sedeva su una roccia del fiume Reno... distraendo col suo canto i pescatori, che non si accorgevano dei vari pericoli. Ma un giorno Loreley stessa non fece più ritorno dagli abissi dove il padre la confino per salvarla dalla vendetta di un nobile. E ancora oggi la roccia dove la giovane ondina sedeva conserva il suo nome. Ottima poesia di grande stile... che affascina il lettore attraverso intensi e accurati versi. Molto apprezzata.
carla composto20 novembre 2013
regala belle sensazioni... versi ben stilati ottimo contenuto...


